Ieri sabato da “vitazzuoli”: raduno di forumisti ad alto tasso di sfiga (ma in compenso anche di “siNBatia”, come direbbe il buon Digito) consistito in:cocktail brake sui tavolini di un chicchissimo bar del centro durante il quale, prendendomi la responsabilità delle ordinazioni, ho trangugiato (e fatto trangugiare) un misterioso quanto esotico beverone di colore verde di almeno due litri per testa, per un totale di dieci litri (questo dato avrà la sua importanza nel prosieguo);
visita non guidata al celeberrimo Castel del Monte, o come dicono quelli di Nonciclopedia “Monte del Castello” (qui ritratto in una foto scattata dal fotografo ufficiale della spedizione);
pizza canonica preceduta e seguita da due lunghe passeggiate, rispettivamente stimolante e digestiva, lungo e largo il centro di Barletta.
Bilancio della giornata: tutto sommato positivo, come direbbe il Mister, a parte un piccolo contrattempo provocato dall’assimilazione del beverone di cui sopra.
Vedete, quando si intraprende un viaggio insieme con degli amici, inizialmente si fa sempre sfoggio di una certa spavalderia, se non della cazzonaggine pura e semplice, forti come si è del vuoto spinto della vescica (e a tratti del cervello). Ma una volta che la stessa si sia riempita bel oltre il livello di guardia di ogni genere di schifezze liquide, si finisce per diventare improvvisamente piccoli piccoli, ed è allora che emerge la nostra più autentica miseria umana.
Ero in centro a ridere e scherzare, dicevo, e improvvisamente mi sono accorto di avere una improcrastinabile necessità di pisciare. A caldo stimavo di poter contare su un’autonomia non superiore al quarto d’ora, e dopo aver manifestato il problema ai miei compagni di gita, mi son messo disperatamente alla ricerca di un diurno.
Dopo dieci minuti ho rinunciato all’idea, proprio mentre fiancheggiavo l’insegna di una gelateria. Ecco l’illuminazione: pausa gelato! Una gelateria avrà pure un gabinetto nel retrobottega, perbacco!
Ci siamo ritrovati tutti stipati in uno scalcinato locale grande quanto un ascensore.
“Scusi, la toilet?”, ho domandato speranzoso.
“What’s toilet?”, la risposta del titolare.
Cazzo!…
Sono uscito difilato dal locale, lasciando il gruppo intento a scegliere i gusti, davanti a me lo sguardo torvo della colossale statua bronzea di Eraclio (Arè d’ Varrètt).
Altri venti metri di calvario, altro bar.
“Un caffè”, ho ordinato grondante di sudore freddo. E subito dopo, con perfetta non chalance: “la toilet?…”
“La prima a destra!”.
Finalmente. Tre minuti pieni di minzione, di sicuro il mio record personale.
Costo della pisciata: 70 centesimi. Ma con caffè tiepido in omaggio. Sti cazzi.


