Immaginate di essere dei superfrustati con una vita che fa schifo.Immaginate di soffrire anche d'insonnia.
Immaginate che in una delle vostre notti insonni, anziché rincoglionire con lo sguardo fisso rivolto al soffitto, decidiate di prendere l'auto per mettervi a girare come cazzoni tra le strade deserte della città, salutando metronotte e alcolizzati.
A un certo punto, mentre siete a motore spento sulla via del rincoglionimento, con lo sguardo fisso rivolto alla strada, surrogato del soffitto...
PUMMM!!!...
Una biondazza di quelle che manco vi sognate casca a peso morto sul cofano della vostra auto.
Non sto scherzando, succede proprio questo!
E mentre siete intenti a riflettere da dove cazzo sia sbucata questa pazza, ecco che lei si è già catapultata all'interno dell'abitacolo, proprio accanto a voi, e vi urla nell'orecchio:
"SVELTOOOO!!! MUOVITIII, ACCENDI IL MOTORE E ANDIAMO!!!!".
Con gli occhi strabuzzati eseguite subito ciò che v'ha ordinato. Un testa-coda controllato quasi da fermo degno di Schumacker, e in appena due secondi e mezzo avete già raggiunto i cento chilometri all'ora, investiti da una pioggia di fuoco.
Tranquilli, non è il vostro futuro... bensì la trama di "Tutto in una notte", film del 1985 che per anni ha fornito il canovaccio a ripetuti miei sogni a occhi aperti. La storia è quella di un uomo ordinario (Jeff Goldblum), la cui vita triste e monocorde viene sconvolta da una specie di dark lady fuori di testa e soprattutto bonissima (una Michelle Pfeiffer ancora agli inizi), messasi nei pasticci dopo aver sottratto un prezioso diamante a un gruppo di contrabbandieri mediorientali.
In ossequio al furbo meccanismo di identificazione spettatore-protagonista ordito dai soggettisti di questo particolare genere di film (molto abusato negli anni Ottanta), per anni ho vagheggiato il sogno di ritrovarmi nei panni del personaggio di Goldblum, e passare attraverso un'avventura simile alla sua tra le strade di Andria.
Tuttavia il difetto principale della mia capacità immaginativa è che per dare accesso a certi sogni da sfigato ha sempre richiesto un seppur minimo barlume di plausibilità.
Ora, di strafiche della portata di Michelle Pfeiffer da queste parti ogni tanto si vedono, ma il problema è che con la mia Clio di terza mano classe 1990 in tutta probabilità nemmeno lo Schumacker degli anni d'oro riuscirebbe a seminare i tipici suv muniti di bastioni antisommossa che sono in forza ai contrabbandieri di sigarette e droga andriesi.


